Ministra per la famiglia, natalità e pari opportunità
Dal sito:
https://www.avvenire.it/amp/attualita/pagine/roccella-sulla-famiglia-e-solo-l-iniziopresto-un
Mi dispiace molto doverlo dire, ma il fatto che in Italia abbiamo la figura della ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità non mi piace per nulla.
Non mi soffermo su quel ministrA : per me il rispetto della donna passa da altrove, e quell'altrove non c'è in Italia.
Ma non mi piace proprio quel "per la famiglia e la natalità".
1. la donna (natalità e simili sono riferiti sempre a lei) è sempre ricondotta al suo ruolo di fattrice;
2. ovvie conseguenze su come viene vista in società: si cerca di "innalzarla" per portarla allo stesso gradino dell'uomo, ma contemporaneamente la si "butta giù" nuovamente perchè non importa chi sia
le sue aspirazioni
i suoi pensieri
le sue idee
dove vive: se lei ne tiene conto, eccetera
una donna deve sempre essere prima di tutto vista come colei che deve volere e fare un figlio.
Altrimenti sensi di colpa: non bastavano i retaggi culturali di altro tipo (non cucini a tuo marito, non stiri, la suocera cucina meglio, non sei abbastanza bella, eccetera) , bisognava rinforzare questo retaggio culturale: se non fai un figlio
che donna sei
le altre già lo hanno
il tuo uomo ti lascerà se non gli fai un figlio
3. l'Italia è già ad alta densità abitativa: inutile, sconveniente voler aumentare le nascite. Si vive di più e ci sono più vecchi? Pazienza! Si cambi modello economico (l'unico motivo per il quale dicono di fare più figli è il PIL) .
La popolazione non deve aumentare. E poi: i milioni di persone che migreranno anche erso l'Italia dove li mettiamo? Ci dicono che dobbiamo accoglierli e contemporaneamente ci dicono che dobbiamo fare più figli.
Fino a che punto dobbiamo arrivare?
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