Solo gli stili di vita (di chi non è nei paesi poveri) sul banco degli imputati. La gente può aumentare all'infinito.
Dal sito:
https://www.tempi.it/sovraffollamento-figli-storia-profeti-bomba-demografica/
TEMPI, periodico di ispirazione cattolica, ci parla di sovrappopolazione.
Secondo TEMPI
1. Chi ne parla segue la moda ecologista dilagante (impossibile seguire la propria intelligenza)
2. chi ne parla punta il dito sui poveri del mondo perchè proprio loro fanno tanti figli, e ciò non va bene perhè i poveri devono avere un occhio di riguardo
(chissà cosa avrebbe detto Tempi se a fare tanti figli fossero stati i ricchi. Siccome ne fanno meno, anzi la chiesa incalza i paesi più ricchi a fare più figli)
3. le loro fosche teorie e predizioni catastrofiche, rinforzate dall’allarme per il riscaldamento globale e dalla moda ecologista dilagante, non si siano mai avverate.
Ma ciò non vuol dire che le teorie non siano valide!
Sì: con la tecnologia e le industrie siamo riusciti a sovrasfruttare la terra e produrre cibo e altro per miliardi di persone, quindi le teorie di Malthus non si sono ancora avverate.
Ma a che prezzo per il pianeta?
E questo spremere la terra per quante persone può essere sopportato?
(...) ha scritto su The Atlantic la dottoressa Sheril Kirshenbaum, direttrice dell’Energy Poll dell’Università del Texas (Austin), già consulente del Senato americano sui temi di politica energetica e climatica, è venuto il tempo di rassegnarsi all’idea che molto probabilmente “Fare figli non distruggerà il pianeta”. Anzi.
(...) «non basta la matematica per capire i meccanismi che spostano l’equilibrio della vita sulla Terra», e la storia ha dimostrato che «un pianeta affollato non è necessariamente condannato». A patto che le persone siano disposte a cambiare «il modo in cui scelgono di vivere».
Sì: eliminiamo sprechi, distribuiamo meglio il cibo.
Per quante persone si potrebbe produrre?
E quanta spazzatura può essere prodotta affinchè il pianeta non sia marcio?
Basta carne: risparmio di gas serra, acqua, terre: questo di quanto può far aumentare ancora la popolazione?
Questi sono tutti palliativi, se la popolazione mondiale continua ad aumentare i risultati saranno vanificati.
(...) teorie come quella di Malthus o quella di Paul Ehrlich, il professore di Standford autore nel 1968 del best seller The Population Bomb (La bomba demografica)
(...) «cinque decenni dopo», le «tremende previsioni» di Ehrlich e dei malthusiani non si sono ancora avverate. Al contrario, osserva Kirshenbaum, la popolazione mondiale sta tutt’ora crescendo, e soprattutto è migliorata la qualità della vita anche nelle regioni povere e sovraffollate dell’Africa e dell’Asia.
Per i motivi detti sopra: tecnologie e industrie hanno permesso di sovrasfruttare la terra. Chi se lo immaginava.
Ma fino a che punto si può arrivare?
A che prezzo stiamo vivendo?
Tempi aggiunge che "paradossalmente" è grazie al progresso che i tassi di fertilità stanno calando: dunque? Riconosce che è un bene? Allora perchè i cattolici con il papa in testa insistono che ci vogliono più figli?
Riconoscete che
il progresso ci ha permesso di aumentare così tanto
se le losche profezie non si sono ancora avverate (no cibo per tutti) è grazie al progresso (chi se lo aspettava)
tutto ciò ha avuto un impatto di tremendo degrado del pianeta: è ora di non sprecare a far calare la popolazione con poche nascite visto che si vive di più.
UN PROBLEMA DI SPRECO. Infatti se ancora adesso «un miliardo di persone al mondo soffrono di fame cronica» non è perché manchino le risorse, ma «perché il cibo non le raggiunge», scrive Kirchenbaum. Il problema, cioè, è di spreco e di distribuzione. Perciò «il modo che abbiamo per esercitare un impatto immediato è semplicemente quello di contenere lo spreco del cibo, che negli Stati Uniti è di circa la metà di quanto ne produciamo.
(...) E la questione riguarda anche l’energia, perché «sprecare cibo è sprecare energia» impiegata per la sua produzione. Ma il vantaggio della “Green Revolution”, spiega la studiosa americana, è proprio che «ha reso possibile coltivare più cibo», tanto è vero che oggi «quando e dove si verificano carestie, esse sono in larga parte dovute più a deficit distribuitivi che a mancanza di risorse».
Sempre gli stati uniti.
Anche il congolese povero vuole vivere meglio.
Un congolese povero consuma meno di 11.
D'accordo no sprechi, ma non basta se la popolazione cresce.
A che prezzo spremere il pianeta per darci cibo e risorse? Fino a quando si potrà farlo?
Non basteranno nemmeno le sole energie pulite a risolvere la questione: spot e Tempi e i cattolici e altri ci fanno credere che
senza sprechi
distribuendo meglio le risorse
con le energie rinnovabili
è a posto.
NO se la gente aumenta.
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